La nostra peculiarità

L’Opera diocesana di suffragio Emma Muratori ha per finalità l’assistenza fisica, morale e religiosa di donne anziane: sia familiari del clero, o persone consacrate o semplicemente cristiane, secondo la volontà della benefattrice Maria Salvatori.

Questa Casa famiglia in centro a Bologna può ospitare fino a 30 persone, in camere singole e doppie, garantendo a ogni ospite il primato della preghiera e l’accompagnamento spirituale e umano. La casa di riposo Emma Muratori organizza momenti di catechesi, musicoterapia, fisioterapia, ginnastica dolce, festa e attività ricreative per le sue ospiti.

Il cuore della Casa Emma Muratori è la Cappella, dove viene celebrata ogni giorno la Santa Messa e la preghiera liturgica. Le ospiti posso partecipare inoltre a tutte le attività giornaliere di preghiera delle monache della Comunità Monastica San Serafino di Sarov (leggi la voce Attività giornaliere)

Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti
(1Tm 2, 1.3-6)

La Storia

L’Opera Diocesana di Suffragio “Emma Muratori” è sorta nel 1961 per donazione di Maria Salvatori Facchini, figlia della signora Emma Muratori.

Questa signora dall’animo sensibile e generoso, aveva in mente di fare un’opera benefica da affidare alla Diocesi. Nella stessa mattinata in cui stava per andare dal Vescovo per comunicargli il suo desiderio, s’imbatté lungo la strada in una vecchietta con la sporta al braccio che a mezza voce proclamava il suo disagio. Si accostò alla vecchietta con l’intento di aiutarla e le chiese cosa era successo. La vecchietta si fermò, alzò lo sguardo e disse: “E’ morto il Parroco che servivo e adesso non so dove andare”.

Alla Signora Salvatori si aprirono il cuore e la mente. Poco dopo era davanti al Vescovo per dirgli: “Dono la casa di via Gombruti e la ristrutturo perché possa accogliere le donne che, alla morte dei Sacerdoti che hanno servito, non sanno dove andare”.

Il 24 giugno 1960 l’arcivescovo di Bologna, il Cardinale Giacomo Lercaro, approvava con Decreto l’istituzione e lo statuto dell’Opera Diocesana.

Il Decreto, mentre descrive la necessità della presenza in Diocesi dell’Opera stessa, ne rileva l’alta finalità e l’evangelica testimonianza. Riascoltiamo le parole dell’Arcivescovo: “Ci è noto come a fianco di sacerdoti, quasi a dividerne le ansie pastorali, vivono e lavorano pie donne che, al mancare dei medesimi sacerdoti, vengono a trovarsi in condizione di particolare disagio, non tanto dal punto di vista economico, quanto soprattutto sotto l’aspetto religioso e morale… Siamo venuti nella determinazione di erigere un’Opera Diocesana che si propone appunto l’assistenza morale e religiosa delle pie donne che abbiano dedicato la vita al sacerdote, memori di quanto dice il Signore che chi aiuta l’Apostolo avrà la mercede dell’Apostolo (cf. Mt 10,40-42). Siamo grati pertanto alla Divina Provvidenza che ha ispirato la gentile signora Maria Salvatori ved. Facchini, di suffragare l’anima della sua amata mamma Emma Muratori con la donazione di una casa…”.

La casa dell’Opera Diocesana Emma Muratori venne inaugurata dal Cardinale Lercaro il 27 dicembre 1964; la vecchietta incontrata provvidenzialmente per strada dalla signora Maria Salvatori fu la prima ospite. Primo Presidente e artefice dell’Opera, insieme alla Benefattrice, fu Mons. Vincenzo Galletti, coadiuvato da un Consiglio di Amministrazione composto dal Presidente (un Sacerdote), altri due Sacerdoti consiglieri e due Avvocati Consiglieri. La Direzione e l’assistenza della Casa famiglia venne affidata ad alcune consacrate della Congregazione padovana delle Ancelle del Signore, fino al 2004.